Il ristorante Ottavio è tornato. Storico tempio della ristorazione di pesce, fondato dai nonni e riportato in vita dai nipoti, riapre i battenti in via Savoia, nel bel mezzo dei Parioli, dopo una lunga pausa.
La storia è nota. L'inizio come bottiglieria, la trasformazione in punto di riferimento per la cucina marinara, il trasferimento dall'Esquilino ai Parioli, poi la chiusura. E ora la riapertura.
Il menu si basa sugli antichi cavalli di battaglia, come testimoniano i prezzi riportati da Scatti di Gusto. Si parte dalle ostriche (5 o 7 € l'una), dai gamberi rossi di Mazara del Vallo (16 € per 100 grammi), da polpo e patate a 24 €, dal crudo di mare alla Mediterranea a 26 €, dalle linguine e mazzancolla a 32 €, dal pescato del giorno, che va dai 100 ai 140 € per 1 chilo, da calamari e gamberi fritti a 18 €, fino a un Gran Crudo da 85 € (per 4 persone), le pappardelle all'astice da 50 €, gli spaghettoni alle vongole veraci da 24 €, e la catalana di crostacei da 150 € per due persone.
Ma la vera novità è in cucina. Lo chef Vincenzo Loffredo, già all'opera nell'Ottavio di Formia, è riuscito a introdurre piatti moderni senza sacrificare la qualità della materia prima. C’è l’apertura trionfale con il Gran Crudo, poi gli antipasti di mare caldi, le paste fresche, gli spaghetti con ricci e bottarga, il pesce al forno e i fritti. Non poteva mancare la Catalana di crostacei, pièce de résistance della cucina del vecchio Ottavio riportata pari pari nel nuovo locale di Roma.
Ma lo chef si è ritagliato i suoi spazi di manovra senza sacrificare la bontà della materia prima. Il suo risotto con cozze, vongole, limone candito e tartare di gambero rosso non aveva niente fuori posto. Un piatto moderno e perfettamente riuscito, che ha lasciato il desiderio di tornare a provarne altri.